L’Imprinting

Quale è il mio luogo di imprinting?
Eh, questa non è una domanda con cui ci si confronta spesso. Non è neanche un classico argomento di conversazione.
Mi immagino una coppia fuori a cena, magari miei coetanei, che durante la difficile scelta dell’antipasto da condividere,
all’improvviso,
di soppiatto!
Esca fuori proprio questa domanda: “Qual’ è il luogo del tuo imprinting?”
Beh, questa scena non mi sembra veramente plausibile.

Quindi per rispondere a questa domanda non è stato facile, ne ha richiesto poco tempo ma d’altronde è la prima volta che mi è stata posta. Mi sono interrogato a lungo cercando di ricordare praticamente tutta la mia vita.
Il cortile della mia scuola elementare a Garbatella, la casa in montagna in cui andavo spesso insieme ai miei genitori, forse le medie? Magari il liceo? O quel paesino di cui non ricordo il nome dove mi portava spesso nonno a mangiare la polenta.
Il vuoto. Non ne ho proprio idea!
Ed ecco che entra in funzione quasi in automatico il tipico modo di pensare dello studente: imbroglio! Perchè si sa, lo studente, come l’elettricità, raggiunge il suo obiettivo seguendo sempre la strada che oppone meno resistenza: la strada più facile.
Ed è stato proprio in questo momento creativo, tra una storia inventata e l’altra che ho capito quale è il luogo del mio imprinting.

Il tempo per la consegna stava iniziando a farsi sempre meno e avevo ormai già immaginato due o tre storielle da buttar giù per togliermi questo dente nel minor tempo possibile.
Soppesavo quale storia fosse piu interessante e quale piu credibile. Poi ho capito che avevano tutte qualcosa in comune, un filo conduttore che in qualche modo le accomuna l’un l’altra. Non credo sia un caso, credo invece che sia un esempio di come il mio luogo di imprinting si faccia notare in molto del mio immaginario.

È interessante capire che innanzitutto non è un luogo. O quantomeno non un luogo preciso, definito, definibile, localizzabile, insomma se ci si mette su google maps non lo si trova!
È piuttosto un’atmosfera.
Quell’atmosfera di cui abbiamo parlato anche a lezione riguardo alle scene urbane composte da frammenti che solo e solamente insieme prendono vita. Sto parlando di quelle piazze nascoste, di quei vicoli, dei piccoli borghi, di quei posti a metà fra paese e città, fra campagna e metropoli che solamente in Italia ho ritrovato.
Magari è perchè sono andato a scuola a Garbatella, forse per la casa in montagna e anche per quelle gite fuori città con nonno. Magari è semplicemente perche sono di Roma. Non lo so.

Parlo di quei posti dove da bambino giocavi a pallone con gli amici, ammaccando tutte le macchine possibili, ricordo di aver rotto anche uno specchietto una volta.
Quelle piazzette dove durante l’estate nelle ore più calde c’è sempre il fresco e un silenzio interrotto solo dal rumore della fontanella e qualche cicala.
Quegli ambienti dove non si sa perchè o per come si ha l’impressione che tutti si conoscano.
Che poi… Come fa una piazzetta quadrata ha collegare metà paese?
Sono spazzi pubblici? Io mi ci sento sempre a casa.

È a mio avviso questa è la “magia” delle cose nate spontaneamente nel corso degli anni. Nessuno ha mai fatto un progetto urbano per questi posti di cui sto parlando. Sono nati da soli, prima una casa, poi un negozio e pian piano sono cresciuti.
Sarà sempre un caso, ma qualche giorno fa gironzolando su internet, mentre aspettavo si caricasse una puntata di “Westworld” (una serie televisiva) sono incappato in una conferenza fatta da Lucien Kroll qui in Italia, cito alcune delle sue parole che mi hanno colpito enormemente, cariche di una forza che malgrado le difficoltà linguistiche di parlare italiano è arrivata chiara e forte.

“Lo sviluppo anarchico naturale delle città è sparito. La città è diventata un oggetto fabbricato: fiumi canalizzati, strade rettificate, valli colmate.
Bisogna ritrovare un’ innocenza pre industriale” (Lucien Kroll – Triennale di Milano 2010)

 

 

 

…O forse sono un tipico studente…

 

Collage

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L’idea per portare queste tematiche direttamente nel progetto è quella di creare degli spazzi a metà strada tra il pubblico e privato, multifunzionali e attivi h24

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